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La laserterapia a diodi: tutto ciò che c’è da sapere

La Laserterapia è un termine usato per indicare un tipo di terapia che viene effettuata attraverso il laser. Innanzitutto partendo dall’etimologia della parola, LASER è un acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation: ossia un’amplificazione della luce tramite l’emissione stimolata di radiazione.
L’invenzione del laser può essere ricondotta all’inizio degli anni Sessanta, in particolare nel 1960, quando T.H. Maiman sviluppò alcuni presupposti teorici di Albert Einstein per elaborare una fonte laser usando un cristallo di rubino sintetico.

Al 1963 risale invece la prima nota relativa ad una sua effettiva utilità biomedica, quando P.E. McGuff e R.A. Deterling illustrarono le diverse modalità di interazione dell’energia laser con i vari tessuti biologici.

In seguito, anche grazie al progresso dell’informazione e della tecnologia, l’utilizzo del laser si è enormemente diffuso per molteplici applicazioni, sia terapeutiche sia chirurgiche.

Andiamo ora a scoprire tutto quello che dobbiamo sapere sulla laserterapia e in particolare come può essere applicata nella medicina estetica.

La laserterapia: la definizione

La laserterapia è una tecnica terapeutica che utilizza gli effetti dell’energia che si genera dai raggi laser allo scopo di ricavare una risposta biochimica in prossimità della membrana cellulare.
Il laser è, in altri termini, un macchinario molto complesso che è in grado di produrre energia in forma di onda luminosa.

Tramite l’applicazione di questa terapia, l’energia può essere amplificata e orientata verso una superficie del corpo più piccola, dotata di un elevato grado di intensità.

Le tipologie di laser più usate sono:

  • il laser He-ir (elio neon e infrarosso)
  • il laser Nd:YAG (neodimio yag/Hilt Therapy).

In particolare, il laser Nd:YAG consente di avere importanti risultati sull’infiammazione e sul dolore sin dalla primissima applicazione, facendo in modo che sia molto efficace.
Le tecnologie laser continuano ad essere costantemente aggiornate e migliorate, per consentire di operare con una maggiore precisione, rendendo il laser uno strumento chirurgico abbondantemente diffuso.

Applicazioni nella medicina estetica

La laserterapia è inoltre molto diffusa nel campo della medicina estetica. In particolare, nella medicina dermatologica, il laser viene utilizzato per molteplici esigenze dei pazienti: acne, rughe, cellulite, calvizie, depilazione, vitiligine, verruche, cicatrici, angiomi, cheloide e persino asportazione di tumori cutanei.
Uno dei trattamenti sempre più diffusi è quello laser viso.
Sono molte le tipologie di laser che possono essere usate. Quello più diffuso è il laser CO2, che in molti tipi di intervento chirurgico sostituisce il bisturi classico, essendo in grado di causare meno sanguinamento e minore dolore.

ll laser CO2 frazionale è invece una versione evoluta del laser CO2, nella quale il fascio luminoso colpisce soltanto alcune parti microscopiche, lasciando le altre del tutto intatte.
Ma gli ambiti di applicazione del laser nella medicina estetica sono molti altri. Può essere utilizzato per ringiovanire il viso o le mani, per il trattamento delle macchie cutanee, per rimuovere i tatuaggi, per rendere meno appariscenti alcune cicatrici e per trattare il problema dei peli superflui.

La laserterapia prevede dunque una serie di cure e di trattamenti che consentono al laser di effettuare un’azione terapeutica per risolvere gli inestetismi, ossia dei lievi difetti.
Gli ambiti medici prevalentemente predisposti alla laserterapia sono, oltre alla dermatologia, l’ortopedia, l’urologia e l’oftalmologia.

Inoltre, la laserterapia funge spesso da sostituto all’intervento chirurgico vero e proprio, in quanto il laser porta con sé meno infiammazioni, meno sangue e consente una rapido processo di cicatrizzazione.

La laserterapia può essere anche utilizzata per rimuovere i tatuaggi, attraverso l’uso del laser Q-Switched. Quest’ultimo viene impiegato specialmente per trattare macchie cutanee, iperpigmentazione e melasma.

Quali zone possiamo trattare con il laser al diodo?

Il laser a diodo può essere applicato in tutte quelle zone del corpo sulle quali sono presenti dei peli superflui, ad eccezione delle sopracciglia, dei peli del naso e dei peli delle orecchie. Inoltre, sarebbe bene evitare le zone che sono prossime alle mucose o quelle in cui sono presenti infezioni e/o lesioni.

Ci sono alcune zone facciali che risultano più semplici da curare e garantiscono risultati pressoché immediati.

Relativamente ai trattamenti di medicina estetica sul viso, si possono riscontrate dei trattamenti che combinano l’efficacia di procedure innovative (e poco invasive) con la qualità dei materiali usati. Gli interventi di questo tipo sono il filler, il trattamento delle rughe con botulino, il peeling chimico, la bioristrutturazione, la biorivitalizzazione, la soft surgery, i fili di trazione e quelli biostimolanti.

Le zone del viso trattate sono basette, baffi e mento. Per quanto riguarda il resto del corpo, il laser a diodo può essere applicato sull’inguine, sulle gambe, sulle ascelle, sulla pancia, sui glutei, sulle braccia e sulle cosce.

I trattamenti di medicina estetica che riguardano il resto del corpo sono principalmente la mesoterapia, la carbossiterapia, l’emulsiolipolisi e lipoapoptosi.

Quanto dura una seduta di laserterapia?

Andiamo ora a vedere come si svolge e quanto dura una seduta di laserterapia. Il laser viene applicato sulla parte oggetto di terapia, con il paziente che può stare alternativamente seduto o steso nel lettino.

Genericamente, la durata di una seduta può variare dai 10 ai 20 minuti. Va detto che bisogna prestare attenzione al singolo caso, non solo per quanto concerne la durata della singola seduta, ma anche per la frequenza (specialmente se si tratta di terapia periodica).

La seduta si svolge nella totale sicurezza: il laser non provoca particolare dolore o fastidio; l’unica sensazione potrebbe essere una percezione eccessiva di calore.
Un’ulteriore protezione che il paziente deve utilizzare sono gli occhialini (peraltro indossati anche dallo stesso terapista).
La differenza tra il Laser al Diodo e la Luce Pulsata

Quali sono le principali differenze tra la tecnica del Laser al Diodo e quella della Luce Pulsata? Occorre fare un po’ di chiarezza, perché è facile generare confusione.
Innanzitutto, occorre ricordare che la foto-epilazione oggi presenta due differenti metodi: il laser (del quale andremo ad analizzare il più popolare, il laser a diodo) e la luce pulsata (IPL).
Sono entrambe due metodologie basate sulla foto-termolisi selettiva; pertanto, grazie ai macchinari utilizzati per l’emissione dell’energia, si va a colpire la melanina che si trova nel pelo, eliminando il bulbo pilifero.

La differenza sostanziale tra le due metodologie consiste nel tipo di luce che viene emessa: la luce pulsata utilizza una sorgente luminosa con spettro ampio, mentre il laser a diodo impiega un’emissione unidirezionale e monocromatica, togliendo il rischio di bruciature.

Un altro elemento distintivo consiste nella capacità di azione su differenti fototipi: la luce pulsata è preferibile per la pelle più chiara e poco abbronzata, mentre il laser a diodo è sicuro su tutti i fototipi. Entrambi i macchinari sono inefficaci su peli bianchi, che vanno attentamente curati attraverso l’utilizzo esclusivo di un elettrocoagulatore.
Il laser a diodo presenta poi un ulteriore vantaggio rispetto alla luce pulsata, ossia la capacità di essere sicuro durante tutte le stagioni, al contrario della luce pulsata che va necessariamente sospesa in estate, con il rischio di mandare in frantumi un ciclo già iniziato.
Ci sono controindicazioni o effetti collaterali?

La laserterapia presenta alcune controindicazioni che andiamo a menzionare. Innanzitutto, andrebbe evitata per i pazienti oggetto di patologie oncologiche. La laserterapia utilizzata in fisioterapia risulta poi controindicata per curare le zone vicino all’occhio e all’orecchio. Inoltre, non va effettuata su donne in gravidanza e nemmeno su quei pazienti che presentano infezioni cutanee o malattie della pelle.

Per quanto riguarda i portatori di pace-maker, questi possono effettuare l’applicazione con l’obiettivo di evitare la zona cardiaca (che vale anche per i non portatori di pace-maker).

Gli effetti collaterali si presentano in casi molto rari con fenomeni temporanei, come per esempio l’arrossamento della pelle, la comparsa di ematomi, la sensazione di prurito o lievi ustioni.

Abbiamo descritto in maniera approfondita la laserterapia. In particolare, ci siamo soffermati sugli effetti e sulle applicazioni della laserterapia sulla medicina estetica e curativa, analizzandone anche i potenziali effetti collaterali e controindicativi. Per ulteriori informazioni, rimandiamo al centro medicina estetica e laser Medical Laser Clinic, che rappresenta un punto di riferimento sicuro ed affidabile per le soluzioni di laserterapia.