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Intradermoterapia: cos’è e quali trattamenti abbinare

L’intradermoterapia distrettuale, nota originariamente come mesoterapia, è una pratica medica che consiste nell’inoculazione di farmaci per via intradermica, cioè in piccole iniezioni che avvengono a livello del derma. Generalmente il loro scopo è quello di migliorare la circolazione sanguigna per varie finalità, come testimoniano i diversi campi di applicazione in cui è adottata: terapia del dolore, traumatologia sportiva, arteriopatie, flebolinfopatie, dermatologia e medicina estetica. Approfondiamo l’intradermoterapia nell’ambito di quest’ultima branca medica.

Che origini ha l’intradermoterapia

L’ideazione di questa pratica medica si deve a Michel Pastor, medico francese che, a partire da alcune descrizioni metodologiche del 1793 sull’introduzione di farmaci nel corpo per via intradermica, ne intuisce le potenzialità, conduce diversi studi a riguardo e la introduce ufficialmente nel mondo medico-scientifico nel 1952, con il nome di mesoterapia (da mesoderma, foglietto embrionale mediano che dà origine ai tessuti connettivi, all’interno dei quali avviene l’iniezione). La metodica acquisisce subito grande successo e conosce una diffusione capillare nell’ambito medico-estetico ma, mancando inizialmente degli studi dirimenti sulla disciplina, si verificano presto applicazioni scorrette dal punto di vista scientifico e deontologico, le quali cominciano a destare delle perplessità.
Per questo in Italia viene inaugurato un percorso di studi e sperimentazioni con l’obiettivo di dare alla mesoterapia una fisionomia razionale e scientifica, sotto la guida della Società Italiana di Mesoterapia (SIM), fondata nel 1975 da uno dei padri della medicina estetica a livello mondiale, Carlo Alberto Bartoletti e da Sergio Maggiori (tra i presidenti più rilevanti della storia della SIM). L’organizzazione riesce in breve tempo a dare dignità e identità terapeutica alle corrette intuizioni di Pastor, individuando la metodologia applicativa utilizzata anche oggi, e ribattezza la mesoterapia intradermoterapia distrettuale, per distaccarsi dal nome precedente, sotto il quale tutto sembrava lecito, e affermare che si tratta di una pratica somministrabile solo da personale medico, dopo corretto inquadramento clinico del paziente.

In cosa consiste

L’intradermoterapia, grazie alla SIM, è diventata una pratica medico-scientifica ufficiale e riconosciuta a tutti gli effetti. Consiste nell’introduzione di oculati quantitativi di farmaci, mediante iniezioni con aghi sottilissimi, nel mesoderma, per trattare specifici disturbi (in particolare legati all’estetica) in aree del corpo ben circoscritte e localizzate, senza che i tessuti circostanti vengano coinvolti e con impieghi calibrati del farmaco da iniettare.
La pratica si articola in più sedute in cui viene effettuata l’iniezione dal personale medico competente. I risultati benefici si possono già intravedere dopo il primo trattamento, ma tendenzialmente i giovamenti maggiori giungono dopo il terzo o quarto incontro: non a caso, se si vogliono ottenere risultati duraturi e soddisfacenti, la costanza è fondamentale nell’intradermoterapia.

I benefici dell’intradermoterapia

Dal punto di vista della medicina estetica, l’intradermoterapia viene somministrata per trattare adiposità localizzate e cellulite, al fine di generare un ringiovanimento della pelle, in particolare di quella del volto. Infatti i benefici a cui il trattamento mesoterapeutico apre sono i seguenti:

  1. Favorisce l’eliminazione del ristagno di liquidi in eccesso;
  2. Disintossica l’organismo dalle tossine;
  3. Migliora l’elasticità e la compattezza della cute;
  4. Elimina il senso di pesantezza generato dalla cellulite (questo vale soprattutto per le gambe).