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Epilazione Laser Definitiva: cos’è e come funziona

L’epilazione laser definitiva ha conosciuto negli ultimi anni sviluppi tecnici e commerciali notevoli. Questo trattamento di tipo estetico si presenta come di gran lunga preferibile per i pazienti, sia dal punto di vista del risultato ottenibile che da quello delle controindicazioni associate. L’epilazione laser risulta d’altra parte più facilmente accessibile anche a livello economico, rispetto a tempi addietro.
Il trattamento con laser tende a soppiantare progressivamente i metodi tradizionali di eliminazione dei peli superflui, quali cerette, epilazione elettrica e rasoi; oltre ad essere meno doloroso, l’utilizzo del laser garantisce un esito più duraturo nel tempo, anche se non definitivo in maniera assoluta.

L’epilazione laser si traduce nell’invio al paziente di un fascio di luce con lunghezza d’onda tale da permettere il raggiungimento del bulbo pilifero alla profondità cui esso si trova nel derma. La melatonina (che è la sostanza responsabile della pigmentazione di cute e peli) permette il trasferimento dell’energia che il fascio luminoso porta con sé al bulbo pilifero, causandone il surriscaldamento e quindi il danneggiamento: l’effetto finale è l’inibizione del bulbo a produrre nuovi peli. Il trattamento può essere localizzato nella zona interessata, e ciò permette di eliminare singoli bulbi piliferi con un risultato finale esteticamente notevole. Possono essere trattate sia zone ampie del corpo (come gambe, braccia, torace, schiena), sia zone più piccole (viso, inguine o ascelle). Occorre segnalare tuttavia che un’unica seduta non è sufficiente ad eliminare tutti i peli superflui nella zona interessata; per arrivare a questo risultato, occorre effettuare solitamente un numero di trattamenti dipendente da vari fattori (quali l’età del paziente, il tipo di pelle, le caratteristiche dei peli), in generale variabile da cinque a dieci sedute. A sua volta ogni seduta può avere una durata da pochi minuti a quattro ore, dipendentemente dalla zona da trattare.

Benché si parli di epilazione definitiva, va specificato il risultato – per quanto sicuramente di lunga durata – non è permanente in modo assoluto: nel tempo, alcuni peli potranno riformarsi. Essi si presenteranno tuttavia – seduta dopo seduta – sempre meno spessi e più chiari, assimilabili a lanugine indistinguibile a occhio nudo dalla cute. Va inoltre segnalato che l’epilazione laser non ha effetti sui peli bianchi o molto chiari, data l’assenza – o bassissima concentrazione – di melatonina in essi.

La preparazione al trattamento prevede il rispetto di poche regole di base: è consigliabile passare – cinque giorni prima della seduta – il normale rasoio sulla zona da sottoporre ad epilazione; ciò ottimizza il trasferimento dell’energia associata al laser direttamente ai bulbi piliferi, minimizzando eventuali dispersioni a livello cutaneo. La pelle deve essere inoltre ben idratata, così da permettere un agevole scorrimento del manipolo laser sulla cute; una buona idratazione può essere ottenuta mediante il quotidiano utilizzo di creme emollienti nei giorni precedenti il trattamento. Va evitata l’assunzione di prodotti fotosensibilizzanti o dermocosmetici (per esempio, quelli utilizzati contro l’acne). Non è possibile inoltre sottoporsi a trattamento in presenza di abbronzatura: va pertanto evitata l’esposizione al sole nelle settimane precedenti l’epilazione laser. In ogni caso, è consigliabile una visita presso il proprio dermatologo prima di sottoporsi al trattamento, così da ottimizzare lo stesso in ragione della specificità della pelle sottoposta al procedimento depilativo.

Ad oggi non ci sono evidenze di effetti collaterali particolari associati all’epilazione laser; in relazione al proprio livello di sensibilità cutanea, al termine della seduta si può manifestare un arrossamento della zona trattata; l’arrossamento, quando si presenta, è di breve durata è scompare del tutto al massimo in un paio di giorni. Casi di alterazione locale della pigmentazione (ipercromie o ipocromie) si sono manifestati molto raramente, e sono risultati comunque rapidamente reversibili. L’epilazione può essere leggermente dolorosa (è possibile avvertire una sensazione di bruciore o di piccole punture); va detto tuttavia che ciò dipende molto – oltre che dalla zona sottoposta a trattamento – dal livello di soglia del dolore del paziente. Nel caso di sensibilità molto alta, è possibile applicare creme anestetiche sulla zona da sottoporre al trattamento. Sebbene non siano note controindicazioni particolari, medici e dermatologi sconsigliano in modo palese l’epilazione laser per donne incinte; peraltro, è noto che gli sbalzi ormonali tipici del periodo della gravidanza (o di quello immediatamente successivo), possono aumentare la produzione dei peli.

I dispositivi utilizzati per l’epilazione laser hanno avuto negli ultimi anni un forte sviluppo tecnologico: allo stato attuale delle cose è possibile reperire sul mercato svariati modelli di apparecchiature finalizzate al trattamento estetico di epilazione; resta naturalmente una notevole differenza a livello prestazione tra i dispositivi ‘domestici’, utilizzabili dall’utente presso la propria abitazione, e quelli disponibili nei centri medici specializzati. I laser a diodi e quelli ad alessandrite, ad oggi molto commercializzati, risultano in particolare molto efficaci anche sui peli di maggior spessore e densità, e si avvicinano in modo considerevole al risultato di distruzione permanente dei bulbi piliferi della zona sottoposta a trattamento.